SOSTEGNO AL LUTTO

Non si può affrontare il tema dell’ elaborazione del lutto senza introdurre il tema della morte, ove le modalità soggettive di fronteggiamento della perdita sono strettamente correlate alla personale concezione della morte, oltre che alla struttura di personalità e alle influenze ambientali.

La parola “lutto” si riferisce a tutte le manifestazioni esteriori e quindi a tutti gli atti rituali che accompagnano la morte di una persona. Diverso è il “cordoglio” che invece riguarda le intime reazioni emotive alla perdita. Quindi il lutto è tutto ciò che ruota intorno alla perdita, ciò che è visibile, ciò che è rituale. I riti fungono da contenitore delle angosce e aiutano nel percorso di elaborazione del lutto, come sottolinea Ernesto De Martino nel suo saggio “Morte e pianto rituale nel mondo antico". Il tempo del lutto è stato “calcolato” in maniera differente da numerosi studiosi, ma il tempo del lutto cosa è? Cosa significa? La risposta si potrebbe mutuarla da Freud che in “Lutto e Malinconia” parla del tempo del lutto come “quel tempo in cui l’individuo trasforma l’assenza esterna dell’oggetto in presenza interna”. Generalmente, il percorso del lutto copre un tempo che statisticamente va dai 6 ai 24 mesi; chiaramente su questi tempi incidono sia variabili individuali che sociali e culturali oltre al contesto e alle modalità in cui si è verificata la morte. Di conseguenza, i tempi non sono rigidi.  Dopo una perdita possono presentarsi sintomi a livello cognitivoemozionalecomportamentale, somatico e relazionale.

A livello cognitivo: difficoltà di concentrazione, lievi stati confusionali, disorientamento, illusioni sensoriali, idee suicidarie transitorie, pensieri ricorrenti relativi al proprio caro e alle circostanze della sua morte.
A livello emozionale: paura, rabbia, solitudine, tristezza, disperazione, stordimento.
A livello comportamentale: pianto, disturbi del sonno, diminuzione delle attività quotidiane, isolamento, disturbi del comportamento alimentare, dipendenza dagli altri.
A livello somatico: diminuzione dell’energia, dolori muscolari, sintomi somatici d’ansia (tachicardia, vertigini, cefalea, ecc.), alterazioni dell’attività neuroendocrina e immunitaria;
A livello relazionale: coinvolto a seguito di tutte le manifestazioni elencate, in quanto l’individuo si muove in un contesto sociale che è composto dalla famiglia, dai colleghi, dagli amici e anche in base alle risposte degli altri ai sintomi si profilerà l’intero percorso del lutto.

Gli autori che principalmente si sono occupati dello studio del “processo” del lutto sono E. Kubler-Ross, C.M. Parkes e J.W. Worden. Elisabeth Kubler-Ross, psichiatra svizzera, dopo il suo trasferimento negli Stati Uniti ha maturato una profonda conoscenza della malattia terminale lavorando presso il Billings Hospital di Chicago. L’appassionato e continuativo lavoro a contatto quotidiano con la morte, le ha permesso di teorizzare l’evoluzione del processo del lutto in un modello conosciuto in tutto il mondo. Molto note sono le “Fasi” del lutto enunciate dalla Kubler-Ross ed esemplificate nello schema seguente:

NEGAZIONE Shock e stordimento per la morte, ricerca nel proprio ambiente di rumori o presenze del proprio caro
PATTEGGIAMENTO Speranza nel ritorno del proprio caro, fare promesse affinché questo possa accadere
RABBIA Frustrazione, rabbia verso il destino, il mondo, gli altri
DEPRESSIONE Profonda tristezza e dolore per la realtà e l’irrimediabilità della morte
ACCETTAZIONE Riorganizzazione e ritorno alla vita conservando i ricordi, senza che questo determini un dolore insopportabile

 

Le fasi, generalmente, si presentano nell’ordine descritto ma possono anche seguire un ordine differente, alternarsi, sovrapporsi e ripetersi nel corso del tempo; questo perché la risposta emotiva agli eventi negli esseri umani non ha sempre un decorso preordinato.

L’elaborazione del lutto è un processo fisiologico ma oggi si è più consapevoli del fatto che esprimere il dolore e la sofferenza aiutino la persona nel percorso di elaborazione; per questo motivo si sono sviluppati, nel corso degli ultimi anni, i gruppi terapeutici di elaborazione del lutto e i gruppi di auto-aiuto.
Un breve riferimento deve esser fatto al lutto complicato sulla cui origine incidono vari fattori:

  1. Morte improvvisa e/o tragica
  2. Lutti precedenti
  3. Repressione emotiva
  4. Assenza o inadeguatezza delle reti di aiuto
  5. Problematiche familiari preesistenti
  6. Presenza di eventi stressanti significativi (malattie, separazioni, ecc.)
  7. Disturbi psicologici antecedenti la perdita
  8. Dipendenza nei confronti del defunto quando era ancora in vita
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